"Perché esisteva e avrebbe dovuto continuare ad esistere il sentiero di via Favignana"

L’Aniene dai monti Simbruini fa circa 1100 mt di dislivello fino a Tivoli.

Dopo la cascata di Tivoli, con un dislivello di poche decine di metri, arriva al Tevere scorrendo nel suo alveo ed anche nei fossi dell’Agro Romano.

L’espansione della città dagli anni ’50 ad oggi ha praticamente ristretto la gran parte dell’agro con la cementificazione e l’asfalto, riducendo la cassa d’espansione naturale delle acque, aumentandone la velocità e l’impatto.

Quando alla fine degli anni 90 e primi del 2000, dopo la creazione della Riserva Naturale Valle dell’Aniene, l’Assessorato all’Ambiente in collaborazione con Ruotalibera-Fiab ed Insieme per l’Aniene progettò il percorso ciclo-pedonale dell’Aniene da ponte Mammolo a Ponte Nomentano fino a Villa Ada, si presentò il problema del passaggio a ridosso di città giardino tra p.zza Monte Gemma e via Favignana. La causa: un’ansa del fiume a 45° che presentava una forte pressione delle acque con pochissimo spazio tra le strutture a sostegno del banco di tufo e l’alveo, pochi metri soggetti ad esondazione (come nei giorni scorsi), scivolosi con le piogge e/o inagibili in inverno.

 

Mappa della sentieristica ciclopedonale della Riserva Naturale Valle dell’Aniene